IL SINDACO DI GELA FASULO FA PROPRIE LE RICHIESTE DI RESTITUZIONE DELL'ARCHEOCLUB
Con l'invio di tre lettere il Sindaco di Gela chiede la restituzione di diversi reperti alla Direzione Generale dei Beni Archeologici di Roma, al Direttore del Museo rcheologico di Agrigento e a quello di Siracusa tramite l'intervento dell'Assessore Regionale ai BB.CC. e l'Identità Siciliana. Ecco qui di seguito la lettera inviata dal Presidente dell'Archeoclub di Gela e di seguito le tre lettere del Sindaco.

ARCHEOCLUB D’ITALIA
Sede di Gela
Gela 4 agosto 2010
Alla considerazione
dell’Assessore Regionale ai BB.CC. AA.
e dell’Identità siciliana
Gaetano Armao
Via delle Croci n.8
90139 Palermo
e p.c.
Al Sindaco del Comune di Gela
Al Presidente Provincia Regionale
Al Direttopre Museo Archeologico di Gela
Ai Massmedia
Con la presente lo scrivente desidera sottolinearLe alcuni fatti che da tempo sono penalizzanti per il patrimonio storico ed archeologico di una città, Gela, la quale da quasi 150 anni subisce depredazioni incredibili tra trafugamento clandestino di reperti archeologici e trasferimento (illecito) degli stessi, mascherato spesso dalle Soprintendenze. Per i reperti di provenienza gelese che si trovano nel museo archeologico di Siracusa, finalmente dopo diversi anni di trattative, una infinitesima parte stava per essere restituita grazie all’interessamento del suo predecessore, ma bloccato poi per il cambio assessoriale: pregiat.mo Assessore, consenta allo scrivente di ricordarLe tale mancata restituzione e di perorarne il relativo compimento.
Inoltre, desideriamo riferirLe in merito ad un reperto archeologico di estrema importanza che fino alla fine deli anni Sessanta era esposto nelle vetrine del museo archeologico di Gela e da allora ingiustificatamente trasferito ed esposto successivamente nelle vetrine di quello di Agrigento. Si tratta di una coppetta del VII sec. a.C. col simbolo più antico della Trinacria, rinvenuto nel dicembre del 1964 dal compianto Prof. P. Orlandini nell’area archeologica di Bitalemi a Gela. Il reperto, a dimostrazione di quanto si afferma, risulta in origine inventariato presso questo museo col n. 35534 ed è stato esposto nelle sue vetrine fino al 1969. Diverse richieste rivolte alla direzione del museo agrigentino, sia da parte di questa associazione, sia da parte della Dott.ssa. M.C. Lentini, già direttice del museo di Gela nel 2003, non hanno sortito nessun effetto. Pertanto, in particolare per questo reperto, ci rivolgiamo alla S. V. affinchè faccia accogliere questa richiesta di restituzione.
Infine, si desidera ringraziare la S.V. per i contatti intrapresi con la Direzione Generale di Archeologia del Ministero affinchè ritorni in Sicilia, e quindi a Gela, quel rarissimo cratere laconico arcaico, recuperato dai carabinieri in Svizzera con l’operazione “Andromeda”, che lo scrivente recentemente ha individuato tra i 337 reperti esposti al Colosseo e dimostrato con assoluta certezza come proveniente da Gela.
Non riteniamo giusto che tutto ciò passi inosservato e, pertanto, chiediamo alla S.V. di far valere le nostre ragioni che spesso ancora sono mortificate dal comportamento di diversi dirigenti di musei e soprintendenze.
In attesa di riscontro si desidera ringraziarLa per la cortese attenzione e si coglie l’occasione per inviarLe distinti saluti.
Prof. Nuccio Mulè Presidente della sede di Gela dell’Archeoclub d’Italia



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